Anche quest'anno il Solstizio, come il Natale, è arrivato, accompagnato da una spruzzata di neve argentata che tutto ha avvolto. Per poco tempo, a parer mio, ma quel tanto che è bastato a farmi sentire ancora una volta l'atmosfera incantata di questo periodo. Confido, comunque, in un suo ritorno (anche fugace!), prima che l'aria si riscaldi e che le feste scivolino via con lo scorrere incessante del Tempo.
In compenso, in questi giorni piove spesso. Un delicato manto di acqua leggera, quasi vaporosa, giunto a sostituire quello più soffice e gelido lasciato dalla neve ormai sciolta. E' un inverno cupo e freddo, questo, ma non senza bellezza, non senza delicata poesia... le nebbie mattutine si alternano a sprazzi di luce pallida e bianca, mentre il giovane Sole fa timidamente capolino da dietro qualche nuvola, anch'esso pallido e ancora troppo fragile per poter riscaldare ciò che dall'alto osserva. Tuttavia, il suo lieve tepore è una carezza pregna di promesse di rinascita, una piccola ma costante Luce nei momenti più bui che solitamente si affrontano in questo periodo dell'anno.
La ricetta di oggi ha il colore e il tepore di questo Sole, un modo semplice ma efficace per portare un pò del suo caldo abbraccio nelle nostre case e nei nostri cuori. Niente è più confortante di un piatto fumante e prelibato, preparato con amore, quando fuori imperversa il gelo. Gustatelo davanti al camino, se potete, in compagnia come sempre delle persone più care, approfittando del Natale appena passato per raccontare ai piccini (ma anche ai grandi, che sempre piccini dovrebbero rimanere) qualche storia "da focolare", finendo la serata con un bel bicchiere di sidro o di grog bollente, sorseggiato davanti al fuoco... o comodamente spaparanzati sul divano :)
Buon appetito!
Ingredienti:
60 gr di cicerchie decorticate
40 gr di cous cous di farro
100 gr di polpa di zucca
500 ml di brodo vegetale
porro
erba cipollina essiccata
sale e pepe
Mettete a mollo le cicerchie per circa un'ora, dopo di che cuocetele nel brodo vegetale per 30 minuti. Nel frattempo pulite la zucca, tagliando la polpa a dadini non troppo grandi. Terminata la mezz'ora, aggiungetela ai legumi assieme al porro, lasciando sobbollire il tutto per altri 15 minuti. In ultimo unite il cous cous, date una mescolata veloce, spegnete il fuoco e fate riposare per 5 minuti con un coperchio.
Impiattate decorando con un filo d'olio evo, una spruzzata leggera di pepe e un pò di erba cipollina. Accompagnate, se volete, con delle fette di pane abbrustolito oppure con dei crostini fatti in casa.
Ed ecco due piccoli lavoretti da me preparati per festeggiare il Solstizio :) due splendidi schemi di The Little Stitcher, "Merry Xmas" e "Winter Solstice", che potete trovare sul suo sempre meraviglioso blog. Purtroppo, come potete notare, ho sbagliato una gambina di una delle renne di "Winter Solstice"... me ne sono accorta solo alla fine, dopo aver chiuso il cuscinetto, altrimenti avrei sicuramente tentato di rimediare... ma non importa, anche questa alla fine è tutta esperienza, e dato che sono da poco alle prese con ricami di questo tipo direi che mi posso anche perdonare :D
Detto questo, vi lascio con un saluto e con l'augurio che il nuovo Sole possa portare a tutti voi benedizioni di Luce e Armonia.
giovedì 27 dicembre 2012
lunedì 3 dicembre 2012
Spaghetti integrali con spinaci e uva passa (e qualche ricamino)
Tempo di fumanti tazze di té, di cioccolate calde dall'aroma speziato, di libri avidamente divorati sul divano avvolte nel tepore di una coperta, di passeggiate tra le bancarelle pre-natalizie, di decorazioni luminose e di risate di bambini... tempo di legna che brucia nel camino, scoppiettando come se cantasse, con il fuoco che mostra la meravigliosa danza delle sue fiamme sacre, tempo di fiabe lette prima di addormentarsi, di zuppe saporite, di pallidi biscotti a forma di stella, di lavori all'uncinetto e di ricamo.
Questo, per me, è l'inverno. Il meraviglioso, scintillante inverno di cristallo, con i suoi venti gelidi e cieli tersi, con le sue nuvole scure e le piogge torrenziali. Ma soprattutto con la neve, che spero arrivi presto... ho una voglia pazza di un enorme pupazzo di neve nel giardino! Con tanto di carota per naso, sciarpa e cappello :)
Fa freddo, è vero, ma quanta magia c'è in questa stagione? Ha il potere di farmi tornare bambina, in questo dolcissimo periodo Natalizio che adoro ogni anno di più.
Quella che vi offro oggi è una delle mie ricette invernali preferite... non un piatto bollente di zuppa ristoratrice (quelle arriveranno tra un pò :D) ma un primo ricco di sapori semplici eppure particolari, che spero gradirete.
Ingredienti:
80 gr di spaghetti integrali
130 gr di spinaci surgelati
1 manciata di uvetta (precedentemente ammollata)
cipolla dorata
olio evo
sale e pepe
pangrattato
Cuocete la pasta al dente in abbondante acqua. Nel frattempo tostate in un padellino antiaderente (meglio se in ceramica) un paio di cucchiai di pangrattato, poi mettetelo da parte. In un tegame fate dorare leggermente la cipolla, unendo un goccino di acqua per evitare che bruci. Aggiungete gli spinaci e cuocete a fiamma moderata. A metà cottura unite la pasta, l'uvetta strizzata e un pò d'acqua della pasta, quel tanto che basta per non far asciugare troppo il tutto. Fate insaporire per qualche minuto, poi pepate e aggiustate di sale. Impiattate guarnendo il piatto con una bella spolverata di pangrattato tostato :)
Se volete potete aggiungere anche dei pinoli, per un risultato molto particolare!
***
Ed ecco a voi alcuni dei miei primi lavoretti con l'ago... sono ancora piuttosto incerta e tremolante, ma ormai la passione per questo tipo di ricamo mi ha completamente pervasa. Quelli che vedete sono dei bellissimi free che ho prelevato da The Little Stitcher e da The Primitive Hare (che trovate tra i miei link), e che ho utilizzato per prendere un pò la mano con questa bellissima e antica arte. In verità mi spiace ricamare i loro schemi ora che sono all'inizio... sono talmente belli che meritano una mano precisa e perfetta. Ma mi piacciono troppo :) mi sono letteralmente innamorata dello stile Primitive, fin dalla prima volta che l'ho visto nella splendida dimora di Violet. Hanno un che di romantico e nostalgico, un sentore di cose vecchie e passate piene di emozioni e storie nascoste... come quando la mia nonnina mi racconta di quando era giovane. Inizia sempre con "Tlà sé? Quanda mì sèri giuna..." (Lo sai? Quando io ero giovane...) e io mi metto comoda ad ascoltare, riempiendola di domande su chi era questo e cosa faceva quell'altra :D adoro soprattutto gli aneddoti sulla nostra famiglia, e devo dire che sono accadute parecchie cose interessanti! Storie di amori tragici, di segreti e... di magia.
Ecco, il Primitive per me é un pò così, col suo aroma di té e caffé e con i suoi colori spenti, opachi, invecchiati... come una soffitta polverosa ricca di tesori da scoprire.
Presto vi mostrerò altri lavoretti :)
Un caldo abbraccio a tutti.
Questo, per me, è l'inverno. Il meraviglioso, scintillante inverno di cristallo, con i suoi venti gelidi e cieli tersi, con le sue nuvole scure e le piogge torrenziali. Ma soprattutto con la neve, che spero arrivi presto... ho una voglia pazza di un enorme pupazzo di neve nel giardino! Con tanto di carota per naso, sciarpa e cappello :)
Fa freddo, è vero, ma quanta magia c'è in questa stagione? Ha il potere di farmi tornare bambina, in questo dolcissimo periodo Natalizio che adoro ogni anno di più.
Quella che vi offro oggi è una delle mie ricette invernali preferite... non un piatto bollente di zuppa ristoratrice (quelle arriveranno tra un pò :D) ma un primo ricco di sapori semplici eppure particolari, che spero gradirete.
Ingredienti:
80 gr di spaghetti integrali
130 gr di spinaci surgelati
1 manciata di uvetta (precedentemente ammollata)
cipolla dorata
olio evo
sale e pepe
pangrattato
Cuocete la pasta al dente in abbondante acqua. Nel frattempo tostate in un padellino antiaderente (meglio se in ceramica) un paio di cucchiai di pangrattato, poi mettetelo da parte. In un tegame fate dorare leggermente la cipolla, unendo un goccino di acqua per evitare che bruci. Aggiungete gli spinaci e cuocete a fiamma moderata. A metà cottura unite la pasta, l'uvetta strizzata e un pò d'acqua della pasta, quel tanto che basta per non far asciugare troppo il tutto. Fate insaporire per qualche minuto, poi pepate e aggiustate di sale. Impiattate guarnendo il piatto con una bella spolverata di pangrattato tostato :)
Se volete potete aggiungere anche dei pinoli, per un risultato molto particolare!
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Ed ecco a voi alcuni dei miei primi lavoretti con l'ago... sono ancora piuttosto incerta e tremolante, ma ormai la passione per questo tipo di ricamo mi ha completamente pervasa. Quelli che vedete sono dei bellissimi free che ho prelevato da The Little Stitcher e da The Primitive Hare (che trovate tra i miei link), e che ho utilizzato per prendere un pò la mano con questa bellissima e antica arte. In verità mi spiace ricamare i loro schemi ora che sono all'inizio... sono talmente belli che meritano una mano precisa e perfetta. Ma mi piacciono troppo :) mi sono letteralmente innamorata dello stile Primitive, fin dalla prima volta che l'ho visto nella splendida dimora di Violet. Hanno un che di romantico e nostalgico, un sentore di cose vecchie e passate piene di emozioni e storie nascoste... come quando la mia nonnina mi racconta di quando era giovane. Inizia sempre con "Tlà sé? Quanda mì sèri giuna..." (Lo sai? Quando io ero giovane...) e io mi metto comoda ad ascoltare, riempiendola di domande su chi era questo e cosa faceva quell'altra :D adoro soprattutto gli aneddoti sulla nostra famiglia, e devo dire che sono accadute parecchie cose interessanti! Storie di amori tragici, di segreti e... di magia.
Ecco, il Primitive per me é un pò così, col suo aroma di té e caffé e con i suoi colori spenti, opachi, invecchiati... come una soffitta polverosa ricca di tesori da scoprire.
Presto vi mostrerò altri lavoretti :)
Per finire, vi vorrei invitare a leggere questo meraviglioso articolo dedicato agli uccellini nel periodo invernale, e all'aiuto che tutti noi possiamo dargli per affrontare il gelo nel modo migliore possibile :) chi l'ha scritto è una persona a me molto cara, che ringrazio infinitamente per questo dono stupendo da condividere con quante più persone possibili.
Un caldo abbraccio a tutti.
mercoledì 31 ottobre 2012
Trick or Treat? Pumpkin Pie!
Eccola, finalmente, la stagione che con tanto fervore aspettavo. Adoro Samhain e adoro Halloween! Tutto di questo periodo mi porta in un dolce stato di desiderio, di voglia di fare, creare, cucinare... festeggiare in ogni modo possibile. Le prime nebbie del mattino, tanto detestate dalla maggior parte della gente, sono per me la cosa più bella del mondo. Soffici nuvole, figlie della terra, che teneramente aleggiano su alberi e prati, su case e persone, donando a tutto un aspetto misterioso e incantato... quanti meravigliosi segreti si nascondono tra di esse! Dicono le leggende che le nebbie siano il rifugio degli abitanti del Sidhe, che le usano per nascondersi agli occhi umani e per poter meglio osservare senza essere visti. Bellissimo...
La ricetta di oggi proviene proprio da una di quelle creature e fa parte della tradizione di questo periodo: una torta di zucca, morbida come le nebbie stesse, dolce come la danza delle foglie che lentamente cadono dagli alberi. La piccola Fata autunnale che me l'ha donata era adorna di foglie rosse e dorate, e tra i suoi capelli color corteccia erano intrecciati rametti di salice e sottilissimi fili di ragnatela... questo il motivo del disegno che vedete. Sono sicura che si tratti di un dolce delizioso, anche se quando mi ha elencato gli ingredienti, la birbantella si è messa la manina sulle labbra e ha iniziato a ridacchiare... Scherzo da spiritello? Forse. Del resto, oggi è Halloween :D
Ingredienti per la frolla:
200 gr di farina
50 gr di zucchero di canna
40 gr di olio evo ligure
80 ml di succo di mela limpido
1 cucchiaino di bicarbonato
vaniglia bourbon e cannella in polvere, a piacere
Ingredienti per il ripieno:
200 gr di polpa di zucca cotta
200 ml di latte di soia
2 cucchiai colmi di zucchero di canna
1 cucchiaio di fecola
1 pizzico di sale
vaniglia bourbon, cannella e noce moscata in polvere, a piacere
Prepariamo la frolla: in una ciotola mischiare gli ingredienti secchi e aggiungere i liquidi poco alla volta. Impastare bene, formare una palla e lasciar riposare in frigo per mezz'ora circa. Passiamo ora al ripieno... sempre in una ciotola schiacciare la polpa di zucca con una forchetta, unendo lo zucchero, la fecola, il sale e le spezie. Aggiungere a filo il latte, mescolando bene con una frusta per evitare grumi. Stendere la frolla e porla in una tortiera di 20 cm di diametro, bucherellare il fondo con una forchetta e versare il ripieno. Cuocere a 180° per 30 minuti.
La quantità della frolla in effetti è un pò eccessiva, soprattutto se come me siete abituate a tirarla sottile... potreste usare l'avanzo per decorare il dolce, facendo magari dei biscottini a forma di ragno, zucche o altro. Io l'ho usato per ricoprire delle fette di mela, che ho spennellato con acqua e malto, e ho poi cotto in forno per circa un quarto d'ora, sempre a 180°.
La ricetta di oggi proviene proprio da una di quelle creature e fa parte della tradizione di questo periodo: una torta di zucca, morbida come le nebbie stesse, dolce come la danza delle foglie che lentamente cadono dagli alberi. La piccola Fata autunnale che me l'ha donata era adorna di foglie rosse e dorate, e tra i suoi capelli color corteccia erano intrecciati rametti di salice e sottilissimi fili di ragnatela... questo il motivo del disegno che vedete. Sono sicura che si tratti di un dolce delizioso, anche se quando mi ha elencato gli ingredienti, la birbantella si è messa la manina sulle labbra e ha iniziato a ridacchiare... Scherzo da spiritello? Forse. Del resto, oggi è Halloween :D
Ingredienti per la frolla:
200 gr di farina
50 gr di zucchero di canna
40 gr di olio evo ligure
80 ml di succo di mela limpido
1 cucchiaino di bicarbonato
vaniglia bourbon e cannella in polvere, a piacere
Ingredienti per il ripieno:
200 gr di polpa di zucca cotta
200 ml di latte di soia
2 cucchiai colmi di zucchero di canna
1 cucchiaio di fecola
1 pizzico di sale
vaniglia bourbon, cannella e noce moscata in polvere, a piacere
Prepariamo la frolla: in una ciotola mischiare gli ingredienti secchi e aggiungere i liquidi poco alla volta. Impastare bene, formare una palla e lasciar riposare in frigo per mezz'ora circa. Passiamo ora al ripieno... sempre in una ciotola schiacciare la polpa di zucca con una forchetta, unendo lo zucchero, la fecola, il sale e le spezie. Aggiungere a filo il latte, mescolando bene con una frusta per evitare grumi. Stendere la frolla e porla in una tortiera di 20 cm di diametro, bucherellare il fondo con una forchetta e versare il ripieno. Cuocere a 180° per 30 minuti.
La quantità della frolla in effetti è un pò eccessiva, soprattutto se come me siete abituate a tirarla sottile... potreste usare l'avanzo per decorare il dolce, facendo magari dei biscottini a forma di ragno, zucche o altro. Io l'ho usato per ricoprire delle fette di mela, che ho spennellato con acqua e malto, e ho poi cotto in forno per circa un quarto d'ora, sempre a 180°.
mercoledì 22 agosto 2012
Penne di Farro con Zucchine e Crema di Avocado
Giorni caldi, in cui la Natura sprigiona tutta la sua energia e la sua passione, la sua Forza e la sua Bellezza infuocata. Giorni di abbondanza, questi di Lughnasad, in cui è piacevole starsene all'ombra di un albero in cerca di refrigerio, nella pacifica calma del primo mattino, oppure ben nascosti nella propria casetta, lontano dall'irruente sole pomeridiano, lanciando di tanto in tanto uno sguardo trasognato ad api e farfalle che pascolano felici tra i fiori colorati. E' un periodo di riflessione, da gustare con lentezza, meditando su ciò che è trascorso e su ciò che ancora deve arrivare, vagliando Semi e Frutti, nutrendosi di dolce nettare dorato che ristora Anima e Cuore. Il massimo fulgore estivo, a mio parere racchiude in sè una sorta di "canto del cigno"... l'ultimo, immenso e appassionato irradiarsi di potenza generatrice e impetuosa, seguito dall'inizio di un lento declino che porterà dolcemente al riposo autunnale.
Ora, però, è ancora estate, è ancora Lughnasad. Godiamo di tutto quello che questa stagione ha da donarci, senza riserve e con infinito amore e gratitudine, nel pieno e appagante abbraccio di Madre Natura.
Ingredienti per le penne:
85 gr di penne di farro integrali
1 zucchina
1/2 cipollotto
olio evo
sale integrale
Ingredienti per la crema di avocado:
1/2 avocado maturo (mi raccomando, biologico e fairtrade!)
1 cucchiaio di olio evo
2 cucchiaini scarsi di succo di limone
2 foglie di basilico (più qualcuna per decorare)
sale integrale
pepe bianco
Per prima cosa preparate la crema di avocado: tagliate il frutto a metà e scavatelo con un cucchiaio, ponendo la polpa nel bicchiere del minipimer o del frullatore. Unite l'olio, il sale, un pizzico di pepe, il succo di limone e le foglie di basilico spezzettate grossolanamente con le dita. Frullate tutto per bene, assaggiate e aggiustate di sale se serve. Lasciate riposare.
Mettete a bollire l'acqua per la pasta e cuocete le zucchine in padella assieme al soffritto di cipollotto, a cui avrete aggiunto un goccio di acqua o brodo vegetale per non farlo scurire troppo. Condite la pasta con le zucchine, impiattate, ricoprite con la crema di avocado e decorate il tutto con qualche bella fogliolina di basilico.
Ora, però, è ancora estate, è ancora Lughnasad. Godiamo di tutto quello che questa stagione ha da donarci, senza riserve e con infinito amore e gratitudine, nel pieno e appagante abbraccio di Madre Natura.
Ingredienti per le penne:
85 gr di penne di farro integrali
1 zucchina
1/2 cipollotto
olio evo
sale integrale
Ingredienti per la crema di avocado:
1/2 avocado maturo (mi raccomando, biologico e fairtrade!)
1 cucchiaio di olio evo
2 cucchiaini scarsi di succo di limone
2 foglie di basilico (più qualcuna per decorare)
sale integrale
pepe bianco
Per prima cosa preparate la crema di avocado: tagliate il frutto a metà e scavatelo con un cucchiaio, ponendo la polpa nel bicchiere del minipimer o del frullatore. Unite l'olio, il sale, un pizzico di pepe, il succo di limone e le foglie di basilico spezzettate grossolanamente con le dita. Frullate tutto per bene, assaggiate e aggiustate di sale se serve. Lasciate riposare.
Mettete a bollire l'acqua per la pasta e cuocete le zucchine in padella assieme al soffritto di cipollotto, a cui avrete aggiunto un goccio di acqua o brodo vegetale per non farlo scurire troppo. Condite la pasta con le zucchine, impiattate, ricoprite con la crema di avocado e decorate il tutto con qualche bella fogliolina di basilico.
lunedì 7 maggio 2012
Pesto di Rucola del Brownie di Casa
Ovvero: una ricetta al maschile.
Ebbene sì, la ricetta di oggi è una creazione di colui con cui condivido il focolare, "folletto" dispettoso ma, ammettiamolo, piuttosto utile :D
Gli ingredienti sono semplicissimi e la preparazione è alquanto veloce; infatti, non dovrete fare altro che mettere tutto ciò che serve in un frullatore (o nel solito bicchiere del minipimer) e frullare tutto per bene. In verità sarebbe meglio pestare gli ingredienti in un bel mortaio di pietra, come quelli che si usavano una volta, ma dato che per ora ne sono sprovvista (ne ho solo uno in legno e non mi pare il caso, con tutto quest'olio) sono costretta ad adeguarmi. Ovviamente, se voi ne possedete uno, lasciate il frullatore in un angolo dimenticato e pestate, pestate, pestate a più non posso! Non ci sono paragoni. Per quanto mi riguarda, alla prima occasione vorrà dire che mi farò un bel regalo... ;)
Ecco la ricetta, se la provate fatemi sapere cosa ne pensate.
Ingredienti:
125 gr di rucola
3 noci
1 spicchio di aglio
1/2 bicchiere circa di olio evo
1 pizzico di sale grosso integrale
1 fettina di limone (il succo, naturalmente)
1 cucchiaino di lievito alimentare (opzionale)
Mi sembra doveroso spendere, ora, due parole sui Brownie, dato che questa salsina è in un certo modo dedicata a loro.
Come molti di voi già sapranno, questi piccoli e laboriosi folletti appartengono ad una specie tendenzialmente amante delle case degli esseri umani, in particolar modo quelle vecchie e piuttosto vissute, magari attrezzate di stalle, mulini o soffitte non abitate. Tuttavia, non è detto che non si possano insediare anche in una casa di costruzione recente, se questa li aggrada. L'importante è che sia sempre ben ordinata e pulita, dato che i Brownie, come molti altri spiriti del focolare, detestano gli ambienti disordinati e trasandati, oppure esteticamente freddi e poveri di "calore casalingo". Un altro fatto importante, e da ricordare assolutamente, è che il Brownie adora i regali: non dimenticatevi mai di lasciargli in offerta un pò di pane o un pezzetto di dolce, quando li preparate, oppure una ciotolina di sidro o di latte (anche vegetale, l'importante come sempre è il gesto. Ottimo, in questo caso, il latte d'avena, cereale molto apprezzato dalle Fate): in cambio, lui vi aiuterà a mantenere la casa pulita, a finire le faccende domestiche, a preparare il pane o la birra, ma soprattutto a proteggere la vostra dimora da energie negative o da persone poco piacevoli. Al contrario, se dimenticherete di ringraziarlo per l'aiuto o inizierete e tralasciare i vari lavori, questo piccolo amico si potrebbe trasformare in una presenza ostile e importuna, chiamata nel folklore Boggart, che vi assillerà con scherzi e dispetti alquanto fastidiosi. Liberarsi di un Brownie diventato Boggart, o anche soltanto cercare di placarlo, è più difficile di quanto possiate immaginare, quindi bando alla pigrizia e alla trascuratezza!
Ma come sapere se nella vostra casa si è insediato un Brownie? Secondo i racconti delle vecchie comari non è poi così difficile capirlo, anche se molto dipende dal carattere del Folletto in questione. Un buon modo è quello di spargere della farina attorno alla ciotolina di latte che avrete messo come offerta sul focolare: se al mattino troverete delle piccole impronte di piedi saprete che un Brownie è passato di lì. Oppure, ancor più semplice, basterà fare caso al piattino dell'offerta: se il cibo è stato sbocconcellato o la bevanda è calata di quantità, significa che il dono è stato apprezzato. Occhio, però, a non lasciare che sia il vostro animale domestico a godersi del premio a lui riservato! Potrebbe offendersi e vendicarsi, magari tirando la coda al gatto mentre dorme (quindi, se ogni tanto lo vedete scattare all'improvviso lanciando un forte miagolio, ora sapete il perchè :D). Qualche volta è capitato che un Brownie si sia lasciato avvicinare dal padrone di casa, ma è una cosa rara dato che, come tutte le Fate, sono per natura schivi e lunatici; ad ogni modo, non è bene essere insistenti e di certo non è buona educazione cercare di spiarli mentre sono alle prese con i vari mestieri. Si dice anche che, quando i mobili scricchiolano durante la notte, sono i Folletti che corrono su e giù al loro interno. Vi è mai capitato, poi, di svegliarvi di soprassalto durante il sonno, con la netta sensazione di cadere nel vuoto? Ecco, se sì significa che uno spiritello vi ha svegliati di colpo.
Diversi, comunque, sono i racconti e le leggende che vedono i Brownie come protagonisti, e molti sono i nomi che i vari popoli hanno dato loro: Bwca nel Galles, Bodach nelle Highlands, Fenoderee sull'Isola di Mann, tanto per restare in Europa; ma anche nel lontano Giappone, il cui folklore mi affascina davvero tantissimo, non mancano spiriti simili, come lo Zashiki Warashi, che ama frequentare case antiche, ben mantenute e preferibilmente spaziose, donando immensa fortuna e prosperità a chi vi abita e che, come per i nostri Brownie, ama essere apprezzato e curato, in maniera simile al modo in cui i genitori crescono i figli, senza però donargli attenzioni eccessive che potrebbero infastidirlo e spingerlo ad andarsene.
Detto questo, se avete anche soltanto il vago sospetto di avere nella vostra casa uno di questi spiriti protettori, tenetevelo ben stretto, senza mai dimenticarvi di fargli piccoli doni e portandogli sempre grande rispetto. Il vostro Folletto (come la vostra casa, del resto) vi ringrazierà.
Ebbene sì, la ricetta di oggi è una creazione di colui con cui condivido il focolare, "folletto" dispettoso ma, ammettiamolo, piuttosto utile :D
Gli ingredienti sono semplicissimi e la preparazione è alquanto veloce; infatti, non dovrete fare altro che mettere tutto ciò che serve in un frullatore (o nel solito bicchiere del minipimer) e frullare tutto per bene. In verità sarebbe meglio pestare gli ingredienti in un bel mortaio di pietra, come quelli che si usavano una volta, ma dato che per ora ne sono sprovvista (ne ho solo uno in legno e non mi pare il caso, con tutto quest'olio) sono costretta ad adeguarmi. Ovviamente, se voi ne possedete uno, lasciate il frullatore in un angolo dimenticato e pestate, pestate, pestate a più non posso! Non ci sono paragoni. Per quanto mi riguarda, alla prima occasione vorrà dire che mi farò un bel regalo... ;)
Ecco la ricetta, se la provate fatemi sapere cosa ne pensate.
Ingredienti:
125 gr di rucola
3 noci
1 spicchio di aglio
1/2 bicchiere circa di olio evo
1 pizzico di sale grosso integrale
1 fettina di limone (il succo, naturalmente)
1 cucchiaino di lievito alimentare (opzionale)
Mi sembra doveroso spendere, ora, due parole sui Brownie, dato che questa salsina è in un certo modo dedicata a loro.
Come molti di voi già sapranno, questi piccoli e laboriosi folletti appartengono ad una specie tendenzialmente amante delle case degli esseri umani, in particolar modo quelle vecchie e piuttosto vissute, magari attrezzate di stalle, mulini o soffitte non abitate. Tuttavia, non è detto che non si possano insediare anche in una casa di costruzione recente, se questa li aggrada. L'importante è che sia sempre ben ordinata e pulita, dato che i Brownie, come molti altri spiriti del focolare, detestano gli ambienti disordinati e trasandati, oppure esteticamente freddi e poveri di "calore casalingo". Un altro fatto importante, e da ricordare assolutamente, è che il Brownie adora i regali: non dimenticatevi mai di lasciargli in offerta un pò di pane o un pezzetto di dolce, quando li preparate, oppure una ciotolina di sidro o di latte (anche vegetale, l'importante come sempre è il gesto. Ottimo, in questo caso, il latte d'avena, cereale molto apprezzato dalle Fate): in cambio, lui vi aiuterà a mantenere la casa pulita, a finire le faccende domestiche, a preparare il pane o la birra, ma soprattutto a proteggere la vostra dimora da energie negative o da persone poco piacevoli. Al contrario, se dimenticherete di ringraziarlo per l'aiuto o inizierete e tralasciare i vari lavori, questo piccolo amico si potrebbe trasformare in una presenza ostile e importuna, chiamata nel folklore Boggart, che vi assillerà con scherzi e dispetti alquanto fastidiosi. Liberarsi di un Brownie diventato Boggart, o anche soltanto cercare di placarlo, è più difficile di quanto possiate immaginare, quindi bando alla pigrizia e alla trascuratezza!
Ma come sapere se nella vostra casa si è insediato un Brownie? Secondo i racconti delle vecchie comari non è poi così difficile capirlo, anche se molto dipende dal carattere del Folletto in questione. Un buon modo è quello di spargere della farina attorno alla ciotolina di latte che avrete messo come offerta sul focolare: se al mattino troverete delle piccole impronte di piedi saprete che un Brownie è passato di lì. Oppure, ancor più semplice, basterà fare caso al piattino dell'offerta: se il cibo è stato sbocconcellato o la bevanda è calata di quantità, significa che il dono è stato apprezzato. Occhio, però, a non lasciare che sia il vostro animale domestico a godersi del premio a lui riservato! Potrebbe offendersi e vendicarsi, magari tirando la coda al gatto mentre dorme (quindi, se ogni tanto lo vedete scattare all'improvviso lanciando un forte miagolio, ora sapete il perchè :D). Qualche volta è capitato che un Brownie si sia lasciato avvicinare dal padrone di casa, ma è una cosa rara dato che, come tutte le Fate, sono per natura schivi e lunatici; ad ogni modo, non è bene essere insistenti e di certo non è buona educazione cercare di spiarli mentre sono alle prese con i vari mestieri. Si dice anche che, quando i mobili scricchiolano durante la notte, sono i Folletti che corrono su e giù al loro interno. Vi è mai capitato, poi, di svegliarvi di soprassalto durante il sonno, con la netta sensazione di cadere nel vuoto? Ecco, se sì significa che uno spiritello vi ha svegliati di colpo.
Diversi, comunque, sono i racconti e le leggende che vedono i Brownie come protagonisti, e molti sono i nomi che i vari popoli hanno dato loro: Bwca nel Galles, Bodach nelle Highlands, Fenoderee sull'Isola di Mann, tanto per restare in Europa; ma anche nel lontano Giappone, il cui folklore mi affascina davvero tantissimo, non mancano spiriti simili, come lo Zashiki Warashi, che ama frequentare case antiche, ben mantenute e preferibilmente spaziose, donando immensa fortuna e prosperità a chi vi abita e che, come per i nostri Brownie, ama essere apprezzato e curato, in maniera simile al modo in cui i genitori crescono i figli, senza però donargli attenzioni eccessive che potrebbero infastidirlo e spingerlo ad andarsene.
Detto questo, se avete anche soltanto il vago sospetto di avere nella vostra casa uno di questi spiriti protettori, tenetevelo ben stretto, senza mai dimenticarvi di fargli piccoli doni e portandogli sempre grande rispetto. Il vostro Folletto (come la vostra casa, del resto) vi ringrazierà.
lunedì 30 aprile 2012
Ciambelline Sidro e Cannella
Con l'arrivo di Beltane le ricette si arricchiscono di nuovi ingredienti; per festeggiare questo periodo, infatti, oltre ai classici biscotti alla lavanda (che posterò sicuramente, perchè li adoro! Ho anche rinnovato la ricetta!) ecco che sono giunti, trasportati da polline e vento, questi dolcetti sfiziosi dal sapore gentile e lievemente aromatico. Buonissimi al mattino a colazione, nonostante io preferisca gustarli verso metà pomeriggio, magari davanti a un tè verde o a un infuso profumato. Perfetti, naturalmente, con un buon bicchiere di sidro (lo stesso usato nella ricetta ;)), oppure con del succo di mela, se non bevete alcolici. Nell'elenco ingredienti, come vedrete, non ho specificato che tipo di zucchero di canna utilizzare, se grezzo o integrale; vi consiglio di provare entrambi, dato che il risultato dovrebbe essere piuttosto diverso... quello grezzo, infatti, è molto più dolce e meno aromatico, e il risultato visivo che si ottiene è quello di un biscotto chiaro e omogeneo; con lo zucchero integrale, invece, credo che verrebbero lievemente più scuri, sicuramente meno dolci, ma indubbiamente più saporiti e particolari... Insomma, provate! :D Io per ora ho ancora la scatola colma, ma appena li finirò tenterò una seconda infornata e vi saprò dire.
Altri biscotti che vorrei tanto, ma tanto, provare in questo periodo sono quelli alle rose. Una semplice frolla arricchita di freschi petali profumati. Purtroppo, i freschi petali in questione non li trovo da nessuna parte, indi per cui o mi rassegno e passo direttamente a quelli secchi (che trovo al negozio bio), o mi attrezzo e parto alla ricerca di una bella pianta di rose commestibili da piantare in giardino. Ovviamente, sono più propensa per la seconda opzione, ma ciò significherebbe dover attendere almeno l'anno a venire, e io ho il bruttissimo difetto di voler sempre provare subito le ricette che trovo :D quindi vedremo il da farsi...
Per ora vi lascio con la ricetta di oggi, augurandovi uno splendido Beltane!
Ingredienti:
300 gr di farina semintegrale (tipo 2)
70 gr di zucchero di canna
100 ml di sidro
100 ml di olio evo ligure
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
1 pizzico di sale integrale
Mescolare per bene gli ingredienti liquidi assieme allo zucchero, al sale e alla cannella. Unite poi la farina poco alla volta, a cucchiaiate. Non temete eventuali grumi, poi si scioglieranno. Quando il tutto inizierà ad avere una consistenza malleabile, versate l'impasto sul tavolo e continuate a lavorarlo con le mani.
Prendete una pallina di impasto, grande circa quanto una noce, formate dei rotolini e date forma alla prima ciambellina. Posatela su una teglia rivestita di carta da forno e continuate così fino ad esaurire la pasta. Infornate a 180° per circa mezz'ora (o meglio, fino a quando i biscotti non avranno un colore leggermente dorato).
Conservateli in una scatola di latta e dureranno per giorni, senza perdere fragranza e friabilità.
Altri biscotti che vorrei tanto, ma tanto, provare in questo periodo sono quelli alle rose. Una semplice frolla arricchita di freschi petali profumati. Purtroppo, i freschi petali in questione non li trovo da nessuna parte, indi per cui o mi rassegno e passo direttamente a quelli secchi (che trovo al negozio bio), o mi attrezzo e parto alla ricerca di una bella pianta di rose commestibili da piantare in giardino. Ovviamente, sono più propensa per la seconda opzione, ma ciò significherebbe dover attendere almeno l'anno a venire, e io ho il bruttissimo difetto di voler sempre provare subito le ricette che trovo :D quindi vedremo il da farsi...
Per ora vi lascio con la ricetta di oggi, augurandovi uno splendido Beltane!
Ingredienti:
300 gr di farina semintegrale (tipo 2)
70 gr di zucchero di canna
100 ml di sidro
100 ml di olio evo ligure
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
1 pizzico di sale integrale
Mescolare per bene gli ingredienti liquidi assieme allo zucchero, al sale e alla cannella. Unite poi la farina poco alla volta, a cucchiaiate. Non temete eventuali grumi, poi si scioglieranno. Quando il tutto inizierà ad avere una consistenza malleabile, versate l'impasto sul tavolo e continuate a lavorarlo con le mani.
Prendete una pallina di impasto, grande circa quanto una noce, formate dei rotolini e date forma alla prima ciambellina. Posatela su una teglia rivestita di carta da forno e continuate così fino ad esaurire la pasta. Infornate a 180° per circa mezz'ora (o meglio, fino a quando i biscotti non avranno un colore leggermente dorato).
Conservateli in una scatola di latta e dureranno per giorni, senza perdere fragranza e friabilità.
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